Salute: finalmente anche in Salento la mammografia 3D

da | 20 giugno 2017 | Lecce, Salute |

Una vera rivoluzione per diagnosticare sempre più precocemente il tumore al seno: oltre a lunghezza e larghezza, il mammografo digitale (tomosintesi) aggiunge anche la dimensione della profondità.

La prevenzione dei tumori al seno compie un altro passo in avanti nel territorio salentino con l’arrivo della mammografia 3D. La nuova macchina verrà messa in funzione nei prossimi giorni presso l’Istituto Calabrese di Lecce, successivamente alle ordinarie procedure tecniche di ASL e Comune di Lecce.

Si tratta di un’innovazione dalla portata sensazionale, se si pensa che quello alla mammella rappresenta circa un terzo dei nuovi casi di tumore diagnosticati ogni anno in Italia, oltre 47mila secondo i dati Airtum Aiom 2016, ovvero la neoplasia più frequente nel sesso femminile, indipendentemente dall’età.

La mammografia è l’esame di prevenzione fondamentale per una diagnosi tempestiva ed è rivolta alle donne a partire dai 37 anni di età (dai 35 se con familiarità positiva). Essa individua il blastoma quando ancora questo non è palpabile e pertanto trattabile con modalità conservative, riducendo in maniera incisiva il tasso di mortalità dovuto a tale malattia.

Ma cosa aggiunge a tutto ciò la mammografia 3D effettuata con mammografo digitale (detto anche tomosintesi)? Essa rappresenta un’evoluzione tecnologica della mammografia tradizionale, poichè mentre il sistema classico acquisisce soltanto multiple immagini bidimensionali a bassa dose, il nuovo tubo radiogeno ruota su un definito angolo intorno alla mammella compressa, ottenendo immagini a strato sottile che consentono una ricostruzione tridimensionale della mammella. In altre parole, alla lunghezza e alla larghezza delle immagini il mammografo digitale aggiunge anche la dimensione della profondità, superando il problema della sovrapposizione delle strutture che la costituiscono. Una vera rivoluzione se pensiamo quanto sia fondamentale questo aspetto soprattutto nei seni cosiddetti “densi”, cioè nelle mammelle in cui prevale nettamente la componente ghiandolare rispetto a quella adiposa, in cui la mammografia tradizionale perde di sensibilità e accuratezza diagnostica nei confronti di lesioni tumorali che potrebbero essere mascherate dalla complessità strutturale di base.

E questa rivoluzione sarà finalmente appannaggio anche dei pazienti salentini e di tutto il Sud Italia, grazie all’Istituto Calabrese (Istituto Oncologico Salentino) che ricorda come l’esame mammografico annuale vada comunque abbinato alla esecuzione della ecografia mammaria e alla visita senologica, per aumentare il tasso di accuratezza diagnostica a vantaggio di valutazioni sempre più precoci e risultati più efficaci in termini di qualità della vita e sopravvivenza.